MUORE AD UN POSTO DI BLOCCO A 22 ANNI. ALCUNI TESTIMONI «UN CARABINIERE HA SFERRATO UN CALCIO ALLO SCOOTER PROVOCANDO LA CADUTA MORTALE»

21 Agosto, 2011 0 Di admin

incidente Massimo CasalnuovoA poche ore dalla notizia della morte di Massimo Casalnuovo, 22enne originario di Buonabitacolo deceduto a seguito di una non ben definita caduta dal proprio scooter a un posto di blocco dei carabinieri, arriva un comunicato stampa firmato Comitato: “Massimo non ha investito nessuno”.

Intanto su internet è già nato un gruppo per aiutare fare luce sulla vicenda o per ricordare con una frase, un pensiero, Massimo: Giustizia e Verità per Massimo.

IL COMUNICATO

«Muore ad un posto di blocco a 22 anni
Secondo i testimoni un carabiniere ha sferrato un calcio allo scooter provocando la caduta mortale»

«Un tragico incidente – è scritto nel comunicato del comitato – ha scosso ieri sera la cittadina di Buonabitacolo in provincia di Salerno. Erano le 21 quando in via Grancìa ad un posto di blocco dei carabinieri il ventiduenne Massimo Casalnuovo cadeva dal proprio scooter riportando ferite gravissime al petto e alla testa. Inutile la corsa all’ospedale di Polla, il giovane meccanico è morto in ambulanza dopo pochi minuti. Al posto di blocco erano presenti alcuni testimoni i quali sembra che abbiano asserito che uno dei due carabinieri dopo aver intimato l’alt al giovane abbia sferrato un calcio allo scooter, provocando in questo modo la caduta mortale. Inoltre, sempre da quanto affermato dai testimoni, sembra che il carabiniere in questione abbia simulato un finto investimento».

Diversa invece la ricostruzione dei carabinieri secondo cui la giovane vittima ha rischiato, nel tentativo di sfuggire all’alt, di investire l’appuntato dell’Arma, il quale, per evitarlo si sarebbe lanciato a terra, mentre un altro sottufficiale sarebbe stato colpito ad un piede. La dinamica dell’incidente sembra quindi poco chiara, certamente la magistratura cercherà di far luce sull’accaduto nei prossimi giorni ricostruendo le testimonianze e i racconti di chi ha visto.

Certo è che la rabbia dei cittadini che subito dopo l’incidente hanno iniziato ad affluire sul posto non ha tardato a farsi sentire.

“Dovreste proteggerci e invece ci ammazzate” era il coro quasi unanime rivolto verso i carabinieri che erano impegnati in un sopralluogo rivolto ad accertare la dinamica dell’incidente. La situazione dopo le grida è degenerata, soprattutto dopo i primi comunicati stampa rilasciati dalle agenzie che non hanno riportato anche la versione secondo cui il carabiniere ha colpito lo scooter con un calcio provocando la caduta fatale.

«Chi conosce Massimo e la sua famiglia – è scritto ancora -, composta da persone serie ed equilibrate, sa che era un giovane lavoratore con un profondo rispetto per la legge ed un radicato senso civico. Pertanto ai cittadini di Buonabitacolo risulta difficile credere alla versione che lo vede identificato come un giovane malvivente».
Nelle ultime ore è partita una intensa mobilitazione soprattutto attraverso i social network in particolare facebook in cui gli amici di Massimo chiedono con forza che venga fatta giustizia su quanto accaduto ieri notte. Inoltre familiari ed amici hanno gia costituito un comitato civico per annunciare una serie di manifestazioni volte a fare piena luce sulla vicenda.

La redazione

FONTE: Giornale del Cilento

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