MI CHIAMO MASSIMO E CHIEDO GIUSTIZIA

9 Dicembre, 2013 0 Di admin

Il documentario dedicato alla tragedia in cui ha perso la vita Massimo Casalnuovo, il meccanico ventiduenne di Buonabitacolo(SA), il 20 agosto 2011. Vittima di un’ingiustizia, di un abuso in divisa. Capo di imputazione: omicidio preterintenzionale.

Regia: Dario Tepedino
Testi: Elisa Ravaglia
Musiche originali: Pasquale Citera
Voce: Ivano Pelizzoni
Casa di produzione: Dadalab
Data di produzione: 2013
Durata: 41 minuti


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DOCUMENTARIO
MASSIMO
CASALNUOVO
IL PROCESSO

In 40 minuti il documentario prende in esame tutte le fasi dell’accaduto; dal primo comunicato stampa dell’Arma che incolpava Massimo di avere investito il maresciallo dei carabinieri, all’insurrezione della comunità di Buonabitacolo, le voci di Emilio Risi ed Elia Marchesano testimoni oculari dell’incidente, le istituzioni locali, gli atti di indagine della polizia giudiziaria, le perizie tecniche, fino alla battaglia portata avanti dalla famiglia Casalnuovo in questi due anni, e l’udienza preliminare che il 5 luglio 2013 ha visto assolvere il maresciallo dei carabinieri Giovanni Cunsolo, unico indagato per la morte di Massimo.

Dai rilievi effettuati dalla polizia scientifica di Roma sono emerse sulle scarpe del carabiniere alcune microtracce della vernice del motorino di Massimo, una prova che conferma la versione dei testimoni ovvero che Massimo è caduto a causa del calcio sferrato alla scocca del motorino.


Successivamente, nel 2015 la Corte d’Assise di Potenza condanna il maresciallo Cunsolo per il reato di omicidio preterintenzionale. Nel 2017 la Cassazione annulla la sentenza per alcune carenze motivazionali (nel caso specifico è richiesta una motivazione rafforzata per il ribaltamento della sentenza assolutoria). Nel 2019 la Corte d’Appello di Salerno, presieduta dal Dott. Massimo Palumbo, ritiene non superata la piena prova di colpevolezza e conferma la sentenza del GIP assolvendo l’imputato con formula dubitativa. Una decisione molto discutibile, per le sue numerose carenze, quella della Corte di Salerno. Ciò porta la Suprema Corte di Cassazione ad accogliere il nuovo appello avverso l’assoluzione e fissa l’udienza al 30 settembre 2020.

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