“I’M THE LAW”: UN CALCIO E MASSIMO CADE E MUORE

23 Settembre, 2013 0 Di admin

Confondevo Buonabitacolo con Sala Consilina.
Il paese di Massimo Casalnuovo è molto più piccolo: appena 2.800 persone.
Ci si conosce tutti, uno per uno: se passi e non sei del posto ti osservano per capire chi sei.
I CC di Buonabitacolo dovevano giocoforza sapere chi era “okkibelli”.
Quel 20 agosto 2011 Massimo tornava a casa. Scendeva da Via S. Donato per immettersi su Via Grangia.
Poi, passato il ponticello, a 150 mt c’era casa sua. Suo padre, sua madre, suo fratello.
Mentre Massimo passava gli ulitimi minuti della sua vita, la pattuglia dei CC nella Uno gli andava incontro.
E mentre Massimo scendeva, “loro” fermarono un motorino e si posizionarono nella corsia opposta a quella della direzione di Massimo.
Il Maresciallo Cunsolo, raccontano i testimoni, rimase a redigere il verbale ai due ragazzi. L’altro, sentendo il rumore del motorino di Massimo che arrivava, si appostò dalla parte opposta.
Via San Donato termina con una curva a gomito su Via Grangia: il CC era lì, proprio all’inizio.
Massimo lo vide?
Tentò di scansarlo?
Si spaventò?
Non lo sappiamo perchè il Maresciallo Cunsolo lasciò perdere il verbale, attraversò la corsia ed andò a sferrare una pedata sul lato sinistro del motorino, dicono i testimoni.
Massimo cadde ed il suo torace si fermo contro un piccolo muretto di cemento armato che gli sfondò il torace e fermò il cuore.
“I’m the law”, “io sono la Legge”, dice lo sceriffo a Rambo.
Chissà cosa diavolo deve essere passato nella mente del Maresciallo Cunsolo.
La mamma di Massimo vide passare l’ ambulanza dalla finestra: non sapeva che  c’ era suo figlio dentro.
Osvaldo, invece, avvertito da qualcuno, guizzò via e vide Massimo ancora in terra.
Non si è mai saputo CHI abbia dato la notizia ai giornali che diceva che “uno era morto per aver forzato un posto di blocco”. L’Arma lo nega.
Mentre camminavo per le vie di Buonabitacolo pensavo a Ferrara.
E mi sono detto: questa è la Ferrara del sud! Anche qui è successo quello che è successo a Ferrara: una vita è stata strappata da una divisa.
Ma una grande differenza con quello che era accaduto a Ferrara: a Buonabitacolo, da subito, un intero paese, una intera Comunità, si è schierata solidale con la famiglia del morto.
Questa simpatia, questa solidarietà è così forte che la puoi quasi annusare nell’aria.
Anche qui, come a Ferrara agli inizi, “qualcuno” ha fatto cancellare più volte la scritta che campeggia al cimitero: “Massimo per sempre con noi”.
Massimo okkibelli dorme in un piccolo cimitero.
Mentre guardavo la sua tomba e i suoi occhi, mi sono ricordato di altre tombe: quella di Federico, quella di Renato Biagetti (qui mi sono ricordato dell’altro “okkibelli”), quella di Manuel Eliantonio…
Io, Gerardo, Tania, Giovanni, Alessando e la mamma eravamo di fronte alla tomba. Osvaldo un pò più in disparte, piangeva.
“Padre nostro che sei nei Cieli…”: solo questo posso fare, ho detto alla mamma di Massimo quando mi ha abbracciato piangente.
Alessandro, come Stefano fratello di Federico e come Dario fratello di Renato, porta e porterà per sempre sulle sue spalle un peso troppo grande.  E’ timidissimo e il suo sguardo triste e malinconico lascia un dolore lancinante.
Ieri ho recitato per tre volte il Padre Nostro davanti alla tomba di Massimo, come faccio di solito davanti alle tombe delle persone care che visito.
Nella preghiera di ieri ho aggiunto. “Signore, che non accada più”.
Un abbraccio a Osvaldo, a sua moglie ad Alessandro e a Gerardo Spina per avermi permesso di condividere il loro dolore.

Mauro Corradini

FONTE: FB

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