DENUNCIA PUBBLICA

3 Marzo, 2020 0 Di admin

TRASPARENZA E GIUSTIZIA


Vi chiedo umilmente di dedicare due minuti del vostro tempo per leggere il contenuto di questa lettera.

Sono profondamente amareggiato su come durante l’ultimo processo tenutosi presso la Corte di Appello di Salerno siano stati totalmente evasi i principi fondamentali di giustizia e uguaglianza su cui si basa la nostra Repubblica. Di seguito farò riferimento ad alcuni comportamenti in particolare che considero offensivi verso l’intelligenza di un comune ed onesto cittadino.

1) Può un Pubblico Ministero, che in questo caso è anche la pubblica accusa, stralciare e umiliare tutto il lavoro fatto dai suoi predecessori?

Voglio ricordare che, con un dettagliato atto, il PM di Lagonegro e la Procura Generale di Salerno si erano appellati alla sentenza di assoluzione (con formula dubitativa) del giudice di primo grado chiedendo “la responsabilità dei reati ascritti all’imputato e la condanna a congrua pena”. Quindi di questo sto parlando quando un PG che dovrebbe rappresentare il volere della propria Procura, si oppone completamente chiedendo un’assoluzione argomentando sul fatto che il ciclomotore era privo di assicurazione, vecchio e tenuto insieme con più fascette. Come se questo fosse l’oggetto dell’accusa! Senza invece menzionare il comportamento dei militari, lo sfondamento provocato dal calcio sulla scocca e tutti gli elementi presenti agli atti tesi a descrivere i fatti avvenuti. Un PM assente se non per una tale requisitoria di pochi minuti e che poi ha subito abbandonato l’aula nel momento in cui i miei legali hanno preso la parola discutendo sui “fatti” e sulle “prove”. Trovo che tutto questo sia allucinante.

2) Può una Corte trascurare un dato oggettivo di vitale importanza come quello della sicurezza sul mondo del lavoro?

Si, la Corte Salernitana l’ha fatto definendo legittima la molteplice violazione del regolamento sulla sicurezza. Penso sia un fatto gravissimo poiché, premesso che la legge è uguale per tutti, questo è un precedente a livello penale di cui potranno trarre beneficio qualsiasi attività in Italia (che sia essa singola, industriale, multinazionale, ecc.). Difatti il non rispetto dei così restrittivi regolamenti riguardanti la sicurezza sul posto di lavoro sarebbe legittimato.

3) Può una Corte usare le prove solo nella parte che avvalorano la propria decisione?

Già perché per insinuare il dubbio su testimonianze che portavano verso la condanna la Corte ha confrontato meticolosamente le “sommarie” informazioni rese al PM di primo grado con le dichiarazioni dirette e registrate durante l’Appello di Potenza, mentre per quelle di altri testimoni, tra cui due carabinieri, ha preso per buone le sommarie informazioni. Infatti, se su quest’ultimi la Corte avesse esposto un confronto con le loro dichiarazioni dirette sarebbe emerso, come è emerso durante l’interrogatorio presso la Corte d’Appello di Potenza, che quelle sommarie informazioni non erano né complete né del tutto corrette.

L’unico teste che, secondo i riassunti delle sommarie informazioni, affermava con certezza che il calcio non ci fosse stato ha poi dichiarato, dinanzi la Corte, che era una sua supposizione in quanto il ciclomotore, posto nel mezzo tra i due carabinieri, gli impediva la visuale; In conclusione non ha visto.

L’altro teste che ha scritto il verbale di servizio sull’evento (sottolineando alcuni punti chiave su cui si è basato il primo GIP per assolvere l’imputato) ha poi dichiarato dinanzi alla Corte che i suoi Superiori gli avevano ordinato di scriverlo in quel modo.

Terzo e non ultimo testimone è il medico che ha refertato la lesione alla caviglia sinistra dell’imputato, su cui la Corte di Salerno ha basato l’impossibilità dello stesso a dare un calcio. Durante la sua dichiarazione dinanzi alla Corte di Potenza lo stesso affermava che l’imputato gli aveva dichiarato i sintomi e lui (il medico) gli aveva fatto quel referto senza alcuna analisi, radiografia, o qualsiasi altro atto che potesse provare né la causa né se quella ipotetica lesione fosse precedente.

Trovo che tutto questo sia allucinante. Questi sono solo alcuni punti ma ce ne sono ben altri che non sono stati presi in considerazione dalla Corte Salernitana con lo scopo di giungere a una sentenza di assoluzione. Tutti i motivi e i fatti che ho voluto evidenziare e rendere pubblici sono elementi prodotti da pubblici ministeri e da giudici, così come custoditi nel fascicolo.

Come onesto cittadino mi sento mortificato. Mi aspetto che il 6 marzo 2020 la Corte Suprema rimedi a questo scempio con un atto di responsabilità per la quale si contraddistingue, restituendo dignità a tutti quei concittadini che in passato, attraverso sacrifici e rischiando la propria vita, hanno reso questa Nazione uno stato democratico dove “la legge è uguale per tutti”.

Vi stringo in un forte abbraccio.

Giustizia per Massimo.

Un onesto cittadino, Osvaldo Casalnuovo


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