IL CASO MASSIMO CASALNUOVO ARRIVA IN SENATO

5 Marzo, 2014 0 Di admin

Testo integrale dell’atto del Senato della Repubblica
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01789
Atto n. 4-01789

Pubblicato il 5 marzo 2014, nella seduta n. 201

MANCONI – Ai Ministri della giustizia e della difesa. –
Premesso che:
in data 20 agosto 2011 il giovane Massimo Casalnuovo di 21 anni ha perso la vita mentre percorreva le vie del proprio paese di origine, Buonabitacolo in provincia di Salerno, a bordo del suo ciclomotore;
il ragazzo, incensurato e di professione meccanico, non ha arrestato la propria corsa al momento dell’alt intimato ad un posto di controllo da un carabiniere della locale stazione dell’Arma;
il collega del carabiniere che aveva intimato l’alt, accortosi che il ragazzo non aveva arrestato la propria marcia, ha deciso di intervenire per bloccare il mezzo condotto dal giovane;
a seguito di quest’ultimo intervento Massimo Casalnuovo non è riuscito a governare la corsa del ciclomotore andando a schiantarsi contro un muretto di cemento, perdendo la vita quasi nell’immediatezza dell’incidente;
il posto di controllo operato dai due militari è stato attuato durante le ore serali in prossimità di una curva, dalla quale proveniva Casalnuovo, senza alcun dispositivo che segnalasse la presenza dei carabinieri (lampeggianti accesi della vettura di servizio ed indumenti rifrangenti);
per tali fatti di cui è stato incardinato presso l’ex Tribunale di Sala Consilina il procedimento penale n. 1089/11 R.G.N.R. nei confronti del maresciallo Giovanni Cunsolo per il reato di omicidio preterintenzionale aggravato;
l’organo inquirente ha elevato tale imputazione poiché dalle indagini sarebbe emersa la condotta del maresciallo tesa a fermare la corsa del ciclomotore attraverso un colpo sferrato al mezzo condotto dal ragazzo;
nell’articolo del “Corriere del mezzogiorno” del 23 agosto 2011 di Fabrizio Geremicca risulta, dalla testimonianza di Emilio Risi, altro giovane fermato precedentemente e presente all’atto dell’incidente di Casalnuovo, che: «”Pochi minuti prima della tragedia viaggiavo in motorino con Elia ed ho incrociato l’auto dei carabinieri, che procedeva in direzione opposta. Eravamo entrambi senza casco, ci hanno bloccato mettendo l’auto di traverso. Abbiamo accostato e siamo scesi. (…) Mentre il maresciallo in auto redigeva il verbale ed attendevamo che arrivasse il carro attrezzi per il sequestro del mezzo, l’altro militare si era messo al centro della carreggiata, alcuni metri dietro di noi, per fermare altri motorini che fossero arrivati». Sopraggiunge Massimo Casalnuovo e – su questo non ci sono dubbi – il primo carabiniere prova a bloccarlo, ma il giovane lo evita e prosegue dritto. “A questo punto”, ricostruisce Risi, “il maresciallo è balzato fuori dall’auto ed è corso al centro della strada, per fermare il ragazzo. Massimo lo ha scansato. Il carabiniere ha sferrato un calcio sulla fiancata sinistra del motorino. Ho sentito il rumore della plastica rotta”;
il giudice, benché l’imputato abbia deciso di definire il processo allo stato degli atti, avrebbe potuto in termini di legge sentire i due ragazzi testimoni oculari degli accadimenti ma non ha esercitato questa sua prerogativa;
all’esito del giudizio abbreviato, celebratosi nel luglio 2013, l’imputato è stato assolto ” perché il fatto non sussiste” attraverso la formula dubitativa a fronte di una richiesta di condanna dell’accusa ad oltre 9 anni di reclusione;
la sentenza è stata impugnata dal pubblico ministero, dalla parte civile e dalla Procura generale di Salerno;
la vicenda ha scosso l’opinione pubblica nazionale come testimoniato da diversi articoli di quotidiani, servizi televisivi e testate giornalistiche on line,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati;
se risultino vere le testimonianze apparse sui giornali e se siano state attentamente valutate, considerando che dopo l’interrogatorio avvenuto lo stesso giorno dell’incidente mortale (dalle ore 3 alle 6 del mattino) non si è ritenuto opportuno riascoltarli;
se risulti che le modalità di attuazione di un posto di controllo secondo il regolamento vigente siano state scrupolosamente rispettate, visto che dalla testimonianza risulterebbe l’esatto opposto;
se ritenga opportuno attivare i propri poteri ispettivi al fine di avviare una procedura di verifica nei confronti dell’ex tribunale di Sala Consilina con riguardo a una vicenda così grave che ha portato alla morte di un giovane ragazzo di soli 20 anni e che riguardando direttamente un esponente delle forze dell’ordine dovrebbe essere accertata in modo trasparente senza lasciare alcun dubbio.

FONTE: Senato.it

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